Lesioni dei tendini estensori

Le lesioni del meccanismo estensore sono raggruppate, secondo Kleinert e Verdan (1983), in otto zone anatomiche.


L’attività normale del meccanismo estensore si basa sulla funzione sinergica tra i muscoli intrinseci della mano e i muscoli estrinseci dell’avambraccio.


Una lesione in una zona produce tipicamente uno squilibrio compensatorio nelle zone adiacenti; ad esempio, una deformità chiusa di dito a martello può essere accompagnata da un’ancora più evidente deformità secondaria a collo di cigno della IFP.


La rottura della banderella del tendine terminale consente al meccanismo estensore di migrare prossimalmente ed esercitare una forza di iperestensione sulla IFP grazie all’attacco della banderella centrale. Pertanto, le lesioni del tendine estensore non possono essere considerate semplicemente disturbi di natura statica.


Le lesioni acute possono essere riparate direttamente e le lesioni croniche possono essere ricostruite con tessuto locale.

La maggior parte delle tecniche di ricostruzione si serve delle porzioni del tratto che unisce dorsalmente i tendini o delle bandellette del tendine estensore ancorate al legamento metacarpale trasverso o fatte passare attorno al tendine del lombricale.


Lesioni del tendine estensore nelle zone 7 e 8


Le lesioni del tendine estensore nelle zone 7 e 8 di solito avvengono in seguito a lacerazioni traumatiche, ma a livello del polso si possono verificare rotture da attrito secondarie a fratture distali del radio e a sinoviti reumatoidi.


Possono richiedere trasposizioni tendinee, innesti tendinei liberi o trasposizioni laterolaterali, piuttosto che una riparazione diretta.

Il programma di splinting in questi casi è tuttavia identico a quello adottato per i traumi penetranti.


Le riparazioni eseguite 3 settimane o più dopo la lesione possono indebolire l’estensore lungo del pollice (ELP) abbastanza da richiedere l’elettrostimolazione, con l’obiettivo di ottenere lo scorrimento del tendine.


L’ELP viene rinforzato selettivamente con esercizi di retropulsione del pollice fatti contro resistenza con il palmo appoggiato su una superficie piana.

 

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