Cure palliative: definizione e finalità

Con l’invecchiamento della popolazione generale ed il prolungamento della sopravvivenza nelle malattie croniche si sono delineate delle nuove categorie di pazienti.

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Questi, in considerazione della ridotta aspettativa di vita, non necessitano di interventi diagnostici ad alta tecnologia, ma richiedono un’assistenza infermieristica od interventi riabilitativi volti al mantenimento di una qualità di vita accettabile.

 

Peculiarità della medicina palliativa.

  • Si rivolge a categorie di pazienti, con limitata aspettativa di vita, maggior carico assistenziale e ridotte richieste terapeutiche e diagnostiche
  • È finalizzata all’ottimizzazione della qualità di vita
  • Prevede l’implementazione di modelli assistenziali basati sulla coordinazione tra ospedale per acuti e servizi specifici nel territorio come l’hospice o l’assistenza domiciliare
  • Richiede l’integrazione dei criteri delle linee-guida con la valutazione soggettiva del medico

 

Identificazione dei pazienti «terminali»

 

Terminale viene inteso comunemente il paziente con aspettativa di vita non superiore a sei mesi, ma l’identificazione in termini così rigidi si è dimostrata difficile da attuare, in particolare nel caso di diagnosi non correlate al cancro. ( http://pmj.sagepub.com/content/18/8/705.abstract )

 

Per ovviare a questa grave limitazione, il National Hospice Organization negli Stati Uniti, ha proposto dei criteri di eleggibilità per il ricovero in hospice, basati su dati anamnestici, clinici e laboratoristici che sono stati successivamente utilizzati per l’identificazione dei pazienti terminali.

 

Valutazione multidimensionale

Un approccio basato sulla valutazione della singola malattia è inadeguato nel paziente anziano. Lo stato di salute globale, risultato di molteplici malattie croniche associate e delle loro implicazioni sulla funzione fisica, psichica e sociale, deve essere il principale indicatore delle condizioni del paziente e misura della capacità di adattamento all’ambiente.

 

La valutazione delle singole aree problematiche è la premessa per la definizione del grado di fragilità e del giudizio prognostico.

 

Principali aree della valutazione multidimensionale.

  • Salute fisica 
    • Problemi attivi
    • Indicatori di gravità della malattia
  • Funzione fisica
    • ADL e IADL
    • Equilibrio e andatura
    • Livello di esercizio fisico
  • Benessere psicosociale
    • Stato cognitivo
    • Tono dell’umore
  • Funzione sociale/Ambiente domestico
    • Supporto formale e informale
    • Sicurezza dell’ambiente domestico

 

VALUTAZIONE DEL DOLORE

La valutazione del dolore si articola in quattro fasi:

  • Anamnesi (1)
    • Deve individuare le sue seguenti informazioni relative al dolore

– Intensità e caratteristiche

– Insorgenza e pattern temporale

– Localizzazione

– Fattori aggravanti e allevianti

– Efficacia di eventuali trattamenti precedenti

Il metodo valutativo più comune prevede l’utilizzo di scale numeriche e categoriche, mimiche e visuo-analogiche, più sensibili se autoso-mministrate .

Alcune scale come la Brief Pain Inventory  e la McGill Pain Questionnaire consentono una valutazione multidimensionale del dolore.

 

  • Esame obiettivo (2)
    • L’esame fisico deve prevedere una valutazione complessiva alla ricerca di eventuali sedi di dolore evocabile e una particolare attenzione all’obiettività neurologica.

 

  • Valutazione psicosociale (3)
    • Deve valutare i seguenti aspetti correlati al dolore

– Comprensione della malattia da parte del paziente e dei caregivers

– Cambiamenti dell’umore occorsi come conseguenza del dolore

 

Reazione del paziente di fronte al dolore.

  • Esami strumentali (4)
    • Il quadro valutativo deve essere completato dalla programmazione di un iter diagnostico strumentale che, avvalorando il sospetto clinico, individui la eziologia del dolore cronico ed eventuali cause di dolore acuto.

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