addominoplastica intervento

L’addominoplastica consiste in un intervento di rimozione dell’eccesso di tessuto adiposo e pieghe cutanee presenti nella parte centrale ed inferiore dell’addome, al fine di distendere la parete addominale.

 

La dieta e l’esercizio fisico da soli non possono produrre tale risultato, poiché questa situazione è spesso accompagnata da un allontanamento dei muscoli retti addominali fra loro (diastasi) od un difetto delle fasce muscolari (laparocele).

 

Ogni intervento chirurgico ha come esito la presenza di una o più cicatrici. La cicatrizzazione è un fenomeno biologicamente complesso che si realizza attraverso fasi diverse.

 

La maturazione è l’ultima di queste fasi e si protrae per molti mesi, talora per anni, è quindi evidente che il paziente dovrà attendere il tempo necessario per la stabilizzazione della cicatrice, prima di poterne osservare l’aspetto definitivo.

 

E’ bene tenere presente, inoltre, che qualsiasi procedura chirurgica -per quanto piccola e limitata possa essere, ed eseguita su pazienti in buone condizioni generali- comporta sempre la non prevedibile possibilità d’insorgenza di complicazioni generali il cui tipo e gravità sono anch'esse non prevedibili. 

 

II chirurgo utilizzerà tutte le tecniche volte ad ottenere una buona cicatrice, non rilevata né depressa rispetto alla cute circostante.

 

Esistono però fattori che possono modificare il normale processo di cicatrizzazione, essi sono:

  • le anomalie della vascolarizzazione e dell’innervazione,
  • la carenza di proteine,
  • l’uso di farmaci antineoplastici,
  • il diabete,
  • il tabagismo.

 

Esistono, inoltre, delle forme di cicatrizzazione patologica, sulla base di una predisposizione individuale, che possono determinare la formazione di una cicatrice ipertrofica o, nei casi più gravi, di una cicatrice cheloidea.

 

Tale evento si realizza più facilmente in alcune sedi corporee quali la regione sternale, deltoidea, scapolare, ombelicale e pubica. Qualora dovesse verificarsi l'insorgenza di una cicatrice inestetica, sarà sempre possibile ottenere dei miglioramenti mediante terapia medica o chirurgica.

 

Preparazione pre-operatoria

 

Per sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica elettiva bisogna essere assolutamente in buone condizioni fisiche, non in stato di gravidanza ed aver sospeso contraccettivi orali da un mese, che aumentando la coagulazione del sangue potrebbe partecipare all’insorgere di trombosi.

 

Nella settimana precedente l’intervento è consigliabile evitare contatti con persone con raffreddore od altre malattie infettive, bisogna inoltre evitare l'assunzione di aspirina che, riducendo la capacità di coagulazione del sangue, potrebbe provocare sanguinamenti eccessivi con formazione d’ematomi.

 

L’intervento inoltre non va eseguito durante il flusso mestruale.

 

Un esame clinico, alcuni esami di laboratorio, una radiografia del torace (oltre i 30 anni) ed un elettrocardiogramma sono sufficienti come preparazione all’intervento, a volte per motivi assicurativi può essere necessaria una RMN della parete addominale.

 

La paziente dovrà acquistare e portare con se all’intervento, una panciera elasticizzata a fascia, alta dalle coste fino al pube, che rappresenterà l’unica medicazione postoperatoria.

Subito prima dell’anestesia si eseguono dei disegni e delle misurazioni, parte integrante ed essenziale della preparazione, esse sono una guida per le successive incisioni da eseguire durante l’operazione.

 

L'intervento

Richiede un ricovero di una notte o a volte due, se si ricostruiscono anche i muscoli della parete addominale. Viene eseguito in anestesia generale e dura dalle 2 ore alle 2 ore e 30 minuti.

L’intervento consiste nella rimozione della cute addominale presente in eccesso al di sotto dell’ombelico, per fare ciò sono necessarie due incisioni: la prima è situata nella porzione bassa dell’addome, proprio al di sopra della linea dei peli del pube e si prolunga ai due lati ed in alto verso i fianchi; la seconda congiunge le due estremità della precedente incisione, passando in alto subito sopra l’ombelico

 

Trattamento Post-operatorio

 

Dopo l’intervento sarà osservata un’attesa di 30 minuti in sala di risveglio, dove il paziente viene attivamente controllato dal personale d’anestesia, dopo di che farà ritorno in stanza.

 

L’anestesia generale potrebbe dare dei fastidi aggiuntivi quali nausea, brividi e consentirà di bere (piccole quantità) solo alcune ore dopo, pertanto il paziente salterà il pasto ma eseguirà regolarmente la colazione successiva.

 

E’ consigliato rimanere a letto (anche per i bisogni personali) fino al mattino seguente. Al paziente saranno somministrati degli antibiotici per prevenire l’insorgenza di complicanze infettive, ed attraverso un elastomero (Infusor) verranno somministrati degli analgesici, a goccia lenta fino al giorno successivo, al fine di eliminare quasi completamente il dolore.

 

In questo modo la notte passerà tranquillamente sotto il controllo infermieristico, il quale è in costante contatto con il chirurgo. Il giorno successivo, o l’altro ancora, sarà consentito andare a casa dopo la visita di controllo del chirurgo, il quale se necessario medicherà il paziente e prescriverà la terapia antibiotica ed antidolorifica da continuare a casa.

 

Complicanze

 

Il sanguinamento è davvero raro (0,5%), ma può verificarsi solitamente entro le prime 12 ore ed indipendentemente dall’abilità del chirurgo; in tal caso per fermarlo potrebbe essere necessario un ritorno in sala operatoria con una revisione chirurgica della durata di circa 30 minuti.

 

Questa complicanza, se opportunamente trattata, non comporta altri inconvenienti oltre la revisione stessa ed un possibile prolungamento dei tempi di degenza.

L’infezione, grazie agli antibiotici, è estremamente rara ma, se presente, sarà necessario modificare la terapia antibiotica, eseguire dei lavaggi ed attendere la guarigione.

 

La necrosi dei margini della ferita, anche se estremamente rara, può accadere più frequentemente nelle pazienti fumatrici, anziane ed obese. Qualora dovesse accadere, possono essere necessarie delle medicazioni ed un successivo intervento con risultati soddisfacenti.

La trombosi venosa profonda è un evento rarissimo e spesso causato da un’eccessiva coagulazione del sangue su base idiopatica, se non si risolve tempestivamente può causare un’embolia polmonare che mette a rischio la vita del paziente.

 

FONTE: Fabio Santanelli, Professore Associato, Titolare Cattedra di Chirurgia Plastica, Direttore Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, Università di Roma, Responsabile Unità Operativa di Chirurgia Plastica, Azienda Ospedaliera Sant Andrea, Roma.

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