Tilting test

Il tilting test (dall’inglese “to tilt”: inclinare) è una prova sempre più in uso impiegata dai cardiologi nell’ambito della diagnostica differenziale delle sincopi di natura da determinare.

 

È un test di tipo provocativo e serve per smascherare la sincope di natura vaso-vagale.

 

Il termine tilting è dovuto al fatto che la prova viene effettuata ponendo il paziente su un lettino inclinato di 60° (con la testa in su). Durante la prova viene effettuata una registrazione periodica dell’elettrocardiogramma e un monitoraggio della pressione arteriosa.

 

Il risultato che si vuole ottenere è quello di indurre un progressivo sequestro di sangue negli arti inferiori con una riduzione del ritorno venoso al cuore.

Nel soggetto normale la riduzione del ritorno venoso al cuore determina un aumento riflesso del tono simpatico.

 

L’aumento del tono simpatico si manifesta con un incremento della frequenza cardiaca e delle resistenze vascolari periferiche. L’aumento della frequenza cardiaca e delle resistenze vascolari consente di mantenere la perfusione cerebrale in un ambito ottimale.

 

Nei pazienti che manifestano un tilting test positivo, la riduzione del ritorno venoso al cuore mette in atto l’attivazione di alcuni meccanocettori posti nella parete del ventricolo sinistro.

 

Questi meccanocettori, a loro volta, attivano un riflesso vagale. Il riflesso vagale induce vasodilatazione e bradicardia.

L’ipovolemia relativa (provocata dalla posizione inclinata di 60°), la bradicardia e la vasodilatazione provocano un insufficiente apporto di sangue all’encefalo e la conseguente sincope.

Il sintomo regredisce rapidamente riportando il lettino in orizzontale.

 

vedi anche SINCOPE e LIPOTIMIA

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