dialisi 2 Nefropatie tubulointerstiziali

Tra le malattie tubulointerstiziali vanno innanzitutto citate le infezioni batteriche del rene:

  • pielonefriti (PN) acute e croniche.

Tra le nefriti interstiziali non batteriche, poi, ricordiamo:

  • la nefropatia da analgesici,
  • la nefrocalcinosi,
  • la nefropatia da acido urico,
  • la nefrite da raggi
  • la nefropatia dei Balcani.

L'esame del sedimento urinario nelle nefropatie tubulointerstiziali batteriche mostra batteriuria e leucocituria, mentre nelle forme non batteriche si evidenzia un notevole polimorfismo, essendo presenti proteine, frammenti papillari, cilindri eritrocitari e leucociti da pochi a numerosi elementi a seconda del grado di infiammazione renale.

 

Nel gruppo delle nefropatie tubulointerstiziali possiamo includere anche quella da farmaci e quelle causate da nefrotossine (per esempiomercurio, bismuto, oro, piombo, tetracloruro di carbonio, veleno dell'Amanita phalloides, eroina e altri).

Molti farmaci sono gravati da effetti collaterali nefrotossici, tanto che sarebbe più facile elencare quelli privi di tali effetti.

 

Particolarmente "pericolosi" sono i citostatici, i farmaci antiinfiammatori non steroidei, gli analgesici, i mezzi di contrasto; la nefrotossicità, d'altra parte, è favorita da condizioni predisponenti, (reni già danneggiati da altre malattie, come per esempio il diabete mellito). Nel gruppo delle malattie tubulo-interstiziali infine, possiamo collocare anche l'insufficienza renale acuta.

 

Riassumendo:

interstiziale significa che "giace in mezzo"; la nefrite interstiziale descrive, quindi, una “infiammazione renale" che interessa il tessuto posto tra i glomeruli ed i tubuli. Si possono distinguere infiammazioni batteriche e non; tra le forme batteriche vanno citate le pielonefriti acute e croniche. Esse possono svilupparsi per via ascendente, cioè per penetrazione degli agenti infettanti attraverso le vie urinarie, oppure per via ematica, nel qual caso l'agente infettante raggiunge il rene attraverso la circolazione sanguigna.

 

Fattori favorenti l'instaurarsi delle pielonefriti batteriche sono, per esempio, ostacoli al deflusso urinario nelle vie escretrici come la presenza di calcoli o l'ipertrofia prostatica.

 

Una nefrite interstiziale non batterica è per esempio la nefropatia da analgesici, provocata dalla frequente assunzione ditali farmaci; un altro esempio di nefrite interstiziale non batterica è dato dalla nefrocalcinosi.

 

Anche malattie che provocano una aumentata escrezione urinaria di calcio possono determinare una nefrite interstiziale, come, per esempio, l'iperparatiroidismo primario, la sarcoidosi, l'acidosi tubulare renale ed altre.

 

Un ultimo esempio di nefrite interstiziale è dato dalla nefropatia uratica o gottosa: spesso l'iperuricemia può danneggiare i reni, tuttavia, molto raramente determina un'insufficienza renale grave.

 

Nella nefropatia gottosa svolgono un ruolo importante, oltre alle alterazioni tubulari dovute alla precipitazione di cristalli di acido urico presente in concentrazioni eccessive nell'urina e alle lesioni vascolari, anche le infezioni secondarie recidivanti delle vie urinarie.

 

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