Dialisi e trattamento dell'ipertensione arteriosa

Nel paziente con insufficienza renale, la ritenzione idrosalina è la causa più importante di ipertensione arteriosa; un'altra causa è costituita dall'aumento della secrezione di renina.

Anche il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso autonomo contribuiscono all'insorgenza dell'ipertensione arteriosa, senza che sia possibile determinare e quantificare esattamente il loro influsso.

 

Nella maggior parte dei pazienti dializzati l'ipertensione si può normalizzare o ridurre con la dialisi attraverso la correzione delle alterazioni dell'equilibrio idro-elettrolitico. Ciò si ottiene sottraendo mediante la dialisi l'acqua e il sodio in eccesso e, contemporaneamente, limitando l'apporto dietetico di acqua e sale.

 

Lo scopo è di raggiungere il cosiddetto peso secco del paziente; anche detto peso nominale, peso finale o peso ideale.

Con questo termine si intende il peso corporeo che il paziente deve raggiungere al termine della dialisi. La determinazione del giusto peso secco è uno dei capitoli più difficili della pratica dialitica, particolarmente perché "il peso", essendo uno dei pochi valori di facile misurazione, è eccessivamente tenuto in considerazione dai pazienti.

 

"Il peso" rappresenta perciò, sia per il paziente che per il personale, un elemento di conflitto che in definitiva sarebbe del tutto evitabile.

Un'interpretazione non estremamente rigida del peso secco appare secondo la nostra esperienza, un compromesso accettabile.

Le condizioni per la riuscita del trattamento dialitico sono: la cooperazione da parte del paziente e la dialisi personalizzata.

 

Nella determinazione del peso secco devono essere prese in considerazione i seguenti parametri:

  • Altezza e costituzione.
  • Pressione arteriosa: la pressione arteriosa deve essere possibilmente normalizzata attraverso la dialisi; questo risultato però si raggiunge soltanto nel 70% circa dei pazienti attraverso la sottrazione di liquidi (le indicazioni in merito al successo sono molto discordanti in letteratura).

L'ipotensione durante e dopo la dialisi deve essere evitata.

  • Condizioni di idratazione: il paziente non deve presentare dispnea (soprattutto notturna), né edemi periferici. Al riguardo dobbiamo puntualizzare che nei pazienti dializzati gli edemi periferici non indicano necessariamente un'ipervolemia.
  • Cenestesi: ( insieme di sensazioni non determinate ),secondo la nostra esperienza questo punto rappresenta uno dei criteri essenziali nella definizione del peso secco. Il paziente che coopera è in ogni caso molto esperto riguardo alla propria malattia e il personale medico deve tener conto di ciò.  Una volta raggiunto il suo peso secco, il paziente a sua volta deve osservare scrupolosamente le indicazioni fornitegli dai medici fino all'inizio della dialisi successiva. La sensazione soggettiva di sete può essere spesso diminuita attraverso sottrazioni moderate di liquido. I crampi muscolari non dovrebbero manifestarsi né durante né dopo la dialisi.

 

Per la determinazione del peso secco, vanno infine considerati i risultati delle visite radiologiche ed ecografiche; inoltre, anche la determinazione del fattore natriuretico atriale potrebbe fornire utili informazioni.

 

Poiché le variazioni della concentrazione dei soluti e dei liquidi del paziente non possono mai essere esattamente determinate da dialisi a dialisi (perdita di liquido attraverso il sudore, la perspiratio insensibilis, le feci...), poiché generalmente non si pesano i vestiti dei pazienti prima di ogni dialisi e poiché, infine, generalmente anche gli alimenti e le bevande ingeriti vengono pesati soltanto durante la dialisi, un procedimento che nella nostra esperienza ha mostrato buoni risultati consiste nell'accettare che il peso secco vari entro un certo range (per esempio da 59.5 a 60 kg), per ciascun paziente.

 

Particolarmente difficile è l'accertamento del peso secco all'inizio di un trattamento dialitico; in questo caso la dialisi deve avere una minore durata al fine di raggiungerlo quanto più gradualmente possibile.

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