ANGINa INSTABILE-NSTEMI

DEFINIZIONI: L’angina instabile /NSTEMI costituisce una sindrome clinica, facente parte della sindrome coronaria acuta, che è di solito, ma non sempre, causata da aterosclerosi con associato rischio incrementato di morte cardiaca e IMA.

 

Nello spettro delle sindromi coronariche acute l’angina instabile /NSTEMI è definita, nell’ECG, da depressione dell’ST o da T prominenti e invertite e/o positività degli enzimi cardiaci, il tutto senza elevazione dell’ ST.

 

La sintomatologia è caratterizzata da dolore toracico o equivalente anginoso. Studi angiografici dimostrano che l’angina instabile /NSTEMI parte da una distruzione di una placca aterosclerotica instabile con trombosi e riduzione del flusso ne vasi coronarici epicardici.

 

I pazienti decedono per morte improvvisa o per evoluzione verso l’IMA. Diventa importante individuare tali pazienti sulla base dei primi sintomi anche se spesso questi pazienti non manifestano aterosclerosi coronarica. Inoltre è difficile differenziare sulla scorta dei sintomi una angina instabile dall’ IMA. Spesso tali pazienti vengono etichettati come “ possibili sindromi coronariche acute “.

 

In questo caso il paziente viene subito inserito in un ambulatorio monitorizzato, entro 10 minuti viene eseguito e interpretato un ECG: fondamentale è escludere un ST sopra.

Alla fine i pazienti possono essere inseriti in queste categorie:

  • STEMI ↔ Fibrinolisi o PCI
  • NSTEMI
  • Angina instabile
  • Patologia cardiovascolare non ischemica ( es. pericardite acuta)
  • Patologia non cardiovascolare (es. spasmo esofageo )
  • Patologia sconosciuta

 

 

La diagnosi tra angina instabile e NSTEMI si può fare solo sull’enzimogramma ( due campioni di troponina I o troponina T e CKMB a distanza di 6 ore uno dall’altro ) . In caso di negatività enzimatica con segni ischemici all’ ECG si parla di angina instabile, in caso di positività enzimatica di NSTEMI.

 

PATOGENESI DI UnstableAngina / NSTEMI : non c’è un unico meccanismo ma una sindrome con più meccanismi possibili:

  • Il meccanismo più frequente è la distruzione di una placca aterosclerotica in arteria coronarica con formazione di trombo subocclusivo. ( può essere pure occlusivo ma ci deve essere un valido circolo collaterale ). Una causa di distruzione della placca è un processo infiammatorio arterioso da ossidazione di lipidi o da processi infettivi che possono portare a ingrandimento, destabilizzazione e rottura della placca. I macrofagi attivati e i linfociti T portano all’espressione di enzimi che distruggono la placca.
  • Un meccanismo più raro è lo spasmo muscolare con stenosi coronarica funzionale, che può associarsi pure a una rottura di placca. La genesi può essere da alterazioni muscolari o endoteliali.
  • La terza causa di UA/NSTEMI è un progressivo restringimento del lume coronarico da placca aterosclerotica senza rottura o dopo intervento di PCI da restenosi.
  • La quarta causa di UA/NSTEMI e la dissecazione coronarica, in particolare nelle donne in post partum.
  • La quinta causa di UA/NSTEMI é estrinseca al letto coronarico ed è detta angina instabile secondaria, anche se si può manifestare su una angina stabile. Le cause scatenanti sono: l’ipossia, ipoperfusione, la tireotossicosi, l’anemia, la tachicardia e la febbre, tutte condizioni che aumentano il fabbisogno di ossigeno miocardico.

 

SINTOMI DI PRESENTAZIONE DELL’ ANGINA INSTABILE: ci sono tre tipi di presentazione di angina instabile:

 

1. angina a riposo

2. inizio impetuoso di angina severa

3. peggioramento dell’angina come intensità, durata e/o frequenza

 

SINTOMI DI PRESENTAZIONE DEL NSTEMI: si presenta con un episodio intenso di angina a riposo.

 

EVITARE LA UA/NSTEMI: è fondamentale la prevenzione primaria e secondaria. Ipertensione, dislipidemia, fumo, familiarità e diabete sono fattori fondamentali nella stratificazione del rischio.

Pazienti con 2 o più fattori di rischio hanno alta probabilità di insufficienza coronarica nei prossimi 10 anni, ma anche un solo fattore di rischio è importante. Occorre incoraggiare i pazienti a ridurre i fattori di rischio.

 

VEDI ANCHE : TROPONINA - CKMB

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