trattamento dello stravaso

in tutti gli stravasi l’ago non va rimosso subito ma va utilizzato per aspirare più farmaco e sangue possibile;
l’area di stravaso si può delimitare con matita dermografica per definirne i margini e, previo consenso del paziente, può essere fotografata;

  • mantenere l’arto sollevato al di sopra del livello del cuore per facilitare il ritorno venoso e ridurre l’edema;
  • applicare l’eventuale antidoto, senza mai comprimere la zona;
  • rimuovere l’ago
  • posizionare applicazioni caldo/freddo, a seconda del farmaco stravasato;
  • controllare la zona interessata giornalmente, monitorando l’evoluzione dello stravaso e registrandone in cartella clinica le evoluzioni;

 

porre particolare attenzione a:

1 – alterazioni della perfusione tissutale

2 – incremento della sintomatologia dolorosa

3 – comparsa di vesciche ed ulcerazioni

4 – modificazione della sensazione distale al sito di stravaso.

  • in relazione all’entità del danno da stravaso, valutare la possibilità di richiedere la consulenza specialistica dermatologica, chirurgica o del chirurgo vascolare;
  • compilare la scheda di segnalazione di sospetta reazione avversa al farmaco (ADR) attraverso la Scheda unica di segnalazione di sospetta reazione avversa (ADR),da inviare al Responsabile di Farmacovigilanza.
  • se lo stravaso è occorso in un servizio (es. Radiologia), al momento del rientro del paziente in reparto, relazionare in modo dettagliato quanto accaduto in cartella clinica; al momento della dimissione, relazionare al Medico di Medicina Generale quanto accaduto attraverso la lettera di dimissione, specificando il trattamento effettuato e l’eventuale follow up programmato.

 

Esecuzione di trattamenti particolari

  • Tecnica dello wash-out: deve essere eseguita da personale esperto e consente di diluire il farmaco che è stravasato riducendo il danno. Consiste nel posizionamento di 4-6 aghi butterfly (21G) intorno alla sede collegati ad un’infusione a caduta di sodio cloruro 0,9 % fino ad un massimo di 300ml. Va eseguita entro 10 minuti dalla stravaso e prima di qualsiasi antidoto.
    • É indicata nel caso di farmaci necrotizzanti.
  • Tecnica del pin-cushion: procedere instillando per via sottocutanea un piccolo volume di antidoto (0,2-0,4 ml) intorno all’area di stravaso. Può provocare dolore.
    • E' indicata in caso di stravasi di farmaci meno lesivi.

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