Gastrostomia - PEG

La procedura prevede un primario esame endoscopico, del tratto digestivo superiore, per verificare ed escludere patologie e/o lesione della parete gastrica.

 

Successivamente viene insufflato lo stomaco così da far aderire la parete anteriore dello stomaco con la parete addominale. Per mezzo della digito-pressione e della trans-illuminazione si sceglie e si verifica il punto in cui posizionare la PEG.

Un'incisione permetterà all'operatore di inserire un ago-cannula che dalla parete addominale si inserisce nel lume gastrico. La cannula permette l'inserimento di un filo che verrà portato nuovamente all'esterno attraverso il tratto digestivo superiore guidato dal gastroscopio.

 

In questa fase l'operatore ha a disposizione due tecniche per l'inserimento del sondino per la nutrizione: tecnica Pull e tecnica Push.

  • Nella pull il sondino viene trainato dal filo, precedentemente portato all'esterno dal gastroscopio, nel tratto digestivo superiore fino alla parete addominale che viene attraversata.
  • Nella push il sondino per la nutrizione, che presenta un dilatatore alla sua estremità, viene fatto scorrere sul filo guida successivamente spinto dall'interno della bocca tenendo il filo guida teso finché non spinge fuori la cannula. Infine tutto viene bloccato da un bumper libero di ruotare. Sipuò iniziare ad alimentare dopo 24h.

Tipi di alimentazione per la PEG

 

Esistono fondamentalmente tre tipi di miscele nutritive per N.E.:

  • a) Diete naturali, costituite dalla miscelazione di sostanze naturali, la cui preparazione può essere:
    • artigianale, nella quale gli alimenti sono frullati od omogenizzati, in forma liquida o semiliquida;
    • industriale, in cui i preparati sono già disponibili in commercio, hanno una composizione nota, equilibrata , garantiscono un apporto completo dei vari elementi nutritivi, sono più sicuri per quanto riguarda possibili contaminazioni.
  • b) Diete chimicamente definite
    • polimeriche o semi-elementari, che richiedono processi digestivi parziali;
    • monomeriche o elementari, già pronte per essere assorbite.
  • c) Diete modulari o specifiche, utilizzate per soddisfare esigenze nutrizionali legate a particolari patologie, come l’insufficienza epatica, l’insufficienza renale, l’insufficienza respiratoria, il diabete.

Modalità di somministrazione degli alimenti

  • Intermittente. E’ la tecnica di “gavage”, ossia la somministrazione in pochi minuti di bolo unico (200-400 cc) mediante siringa, ripetuta ad intervalli di 4-6 ore nelle 24 ore. Questa modalità è sconsigliata per l’elevato numero di effetti collaterali, specie di tipo addominali quali la distensione gastro-addominale, nausea, reflusso gastroesofageo, ab-ingestis, diarrea da contaminazione.
  • Continua. La somministrazione avviene in tempi molto lunghi, lentamente tramite l’ausilio di una pompa o per caduta (goccia a goccia). Con questa tecnica si diminuiscono le manipolazioni delle miscele nutritive. Rispetto alla modalità precedente limita molto, l’autonomia del paziente che spesso tende all'immobilità causata sia dalle sue condizioni sia dalla dipendenza dalla linea infusionale.

Allungando il tempo di assorbimento si migliora la capacità intestinale.

Nei pazienti in condizioni più stabili, con intestino che si adatta a flussi veloci, si può ovviare al problema della dipendenza concentrando la somministrazione in 8-14 ore (durante le ore notturne).

Può avvenire tramite l’ausilio di una pompa o per caduta (goccia a goccia).

 

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