disturbi del linguaggio

Quadri clinici molto eterogenei :

  • disturbi del linguaggio secondari le difficoltà linguistiche possono manifestarsi in associazione con altre condizioni patologiche (deficit neuromotori, sensoriali, cognitivi,relazionali);
  • disturbi primitivi o specifici (DSL) relativamente “puri” o di cui non siano identificabili fattori causali noti.

Prospettiva storica

 Lo studio dei disordini di linguaggio nel bambino nasce dall’afasiologia dell’adulto (Broca 1865) e la rieducazione dei bambini sordi.

 Orton (1937) affronta il problema dei rapporti tra afasia acquisita dell’adulto e disordini congeniti dello sviluppo: 1° tentativo di elaborazione di una hp fisiopatologica unitaria che attribuisce alla dominanza emisferica un ruolo centrale nello sviluppo di funzioni simboliche complesse; relazione causale diretta tra ontogenesi asimmetrie funzionali e deficit congeniti di sviluppo.

 

Afasia/Disfasia

 Benton (1959) ritiene inappropriato utilizzare un termine che indica la perdita del linguaggio in un adulto per bambini che non hanno mai acquisito il linguaggio; viene criticata l’hp che un danno o una disfunzione neurologica debbano necessariamente essere alla base del disturbo.

 

Compare il termine “disfasia di sviluppo”: tentativo di affermare la natura evolutiva del disturbo e di allontanarsi dalla prospettiva strettamente neurologica dell’afasiologia dell’adulto.

Sistemi di classificazione

 Criteri clinico- eziologici (esterni al linguaggio): attenzione centrata sulla ricerca delle cause e sulla raccolta di informazioni inerenti altre aree di sviluppo (fisico, emotivo, sociale, intellettivo); es. cl. INGRAM tiene conto delle principali funzioni linguistiche compromesse e delle caratteristiche cliniche associate

 Criteri psicolinguistici (intrinseci al funzionamento del linguaggio stesso)

 

Classificazione di Ingram (1972)

  • Disfonie: disturbi della voce
  • Disritmie o balbuzie
  • Disartrie: dist. di articolazione dovuti ad anomalie strutturali o funzionali degli organi articolatori:
    • a) anomalie morfologiche bucco-laringo-faringee
    • b) anomalie di innervazione degli organi fonatori
  • Disturbi del linguaggio secondari a: deficit intellettivo, acustico, disturbi psichiatrici, deprivazione
  • Disturbi evolutivi primitivi o specifici
  • Quadri misti (2 o più delle categorie precedenti risultano associate)

Disturbi specifici di linguaggio secondo Ingram

 

A) Turbe isolate dell’articolazione (dislalia evolutiva)

B) Turbe articolatorie evolutive con ritardo dello sviluppo linguistico (disfasia espressiva)

C) Turbe articolatorie,ritardo dello sviluppo linguistico,turbe della comprensione verbale (disfasia recettiva, sordità verbale, impercezione acustica)

D) Gravissimo ritardo dello sviluppo articolatorio associato a grave ritardo del linguaggio espressivo, grave deficit di comprensione verbale e di discriminazione acustica (impercezione acustica, sordità centrale).

 

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