ULCERE DA PRESSIONE - LdP


Redatta a cura del Centro Studi EBHC dell’Azienda Ospedaliera di Bologna "S.Orsola-Malpighi"  unitamente ai professionisti dell’Azienda Ospedaliera e dell'AUSL di Bologna. 

..di seguito un estratto del testo..

 

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Tabella applicazioni Coloplast
Tabelle di applicazione medicazioni
Fonte: PubMed - PMC3377577
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Lesioni Decubito 2
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Piaghe da decubito ( slide ) ++ Dispensa
All'interno vasta descrizione piaghe decubito.
( ulcere da pressione )
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DEFINIZIONE : 

 

Una lesione causata da una prolungata pressione sulla CUTE e sui TESSUTI quando la persona rimane nella stessa posizione per un lungo periodo di tempo come ad esempio nel caso di allettamento prolungato. Le aree del corpo corrispondenti alle prominenze ossee sono quelle più frequentemente colpite a causa dell’ischemia secondaria alla pressione costante cui sono sottoposte.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/sites/entrez

 

Tutti i soggetti costretti a letto/sulla sedia e non in grado di muoversi in modo completamente autonomo devono essere valutati per il rischio di sviluppare LdP entro 24 ore dalla presa in carico.

1.1. La valutazione va estesa a tutti i soggetti che a giudizio dell’infermiere presentano fattori di rischio locali e/o generali.

1.2. Dovrebbe essere effettuata una valutazione dello stato nutrizionale utilizzando una scala validata.

 

Si raccomanda l'utilizzo della:  Scala di Braden

 

Nei soggetti giudicati a rischio la rivalutazione dello stesso deve essere effettuata ogni 7 giorni o in caso di forte cambiamento delle condizioni cliniche. La valutazione dei deficit di coscienza e di sensibilità deve far parte delgiudizio clinico. Un esame della cute dalla testa ai piedi dovrebbe essere effettuato in tutti gli assistiti al momento della presa in carico; nei soggetti individuati a rischio di LdP l’ispezione cutanea deve essere ripetuta ogni giorno.

 

Si raccomanda di documentare le lesioni individuate possibilmente anche con immagini, la cute dovrebbe essere pulita ed asciugata ad intervalli regolari e quando si sporca. La frequenza della pulizia cutanea dovrebbe essere personalizzata secondo le necessità e/o le preferenze dei soggetti.

 

4.1. Individualizzare il programma per il bagno dell’assistito.

4.2. Evitare acqua molto calda e usare detergenti a pH bilanciato, non sensibilizzanti la cute.

4.3. Ridurre al minimo la forza e la frizione sulla cute durante la detersione.

4.4. Mantenere l'idratazione cutanea applicando soluzioni e creme lubrificanti a pH bilanciato tipo FARMODERM® Pasta Barriera, non sensibilizzanti, non alcoliche.

4.5. Ridurre al minimo i fattori ambientali sfavorevoli (esposizione al freddo, microclima secco ecc.) che possono causare la disidratazione della pelle.

4.6 Evitare massaggi in corrispondenza delle prominenze ossee.

4.7 Nei soggetti a rischio moderato o elevato si raccomanda l’uso di barriere protettive della cute (per esempio pellicole liquide o trasparenti, idrocolloidi extrasottili).

4.8 Ridurre al minimo l’esposizione della cute all’umidità causata da incontinenza, sudorazione o secrezioni delle ferite.