Redatta a cura del Centro Studi EBHC dell’Azienda Ospedaliera di Bologna "S.Orsola-Malpighi"  unitamente ai professionisti dell’Azienda Ospedaliera edell'AUSL di Bologna.

 

di seguito un estratto del testo

MOBILIZZAZIONE PZ AFFETTO DA ULCERE DA PRESSIONE

Come contrastare gli effetti negativi dovuti alla pressione ed alle forze meccaniche nei soggetti allettati/seduti?

 

  • Per gli assistiti a rischio moderato o elevato, ridurre al minimo la pressione mediante un programma immediato di mobilizzazione. Nei soggetti a basso rischio occorre una valutazione caso per caso.
  • Utilizzare un approccio interdisciplinare alla formulazione del piano di mobilizzazione.
  • Per documentare l’attuazione del piano di mobilizzazione e dell’impiego degli ausili siraccomanda l’utilizzo di un documento scritto.

A tutt’oggi non ci sono evidenze in grado di suggerire forti indicazioni relative ad un programma di mobilizzazione ideale, tuttavia, le raccomandazioni di pratica clinica corrente, supportano l’utilizzo di programmi di riposizionamento per gli assistiti a rischio noto di sviluppare lesioni da pressione.[ ARTICOLO ]

 

Se l’assistito è costretto a letto e le condizioni cliniche lo consentono la postura andrebbe modificata ogni 2-4 ore evitando l’appoggio sulle zone a maggior rischio o eventualmente già arrossate.

 

  • Si raccomanda una rotazione di 30° quando il soggetto viene posto in decubitolaterale, per evitare un appoggio prolungato sul trocantere.
  • Ridurre le forze di frizione e di taglio mantenendo la testata del letto il meno sollevata possibile, compatibilmente con le condizioni cliniche, le indicazioni mediche e il comfort dell’assistito. Si raccomanda un sollevamento non superiore a 30°.
  • Usare dispositivi per alleviare completamente la pressione sui talloni e le prominenze ossee del piede; detti dispositivi non devono concentrare l’appoggio sul solo tendine d’Achille.

BibliografiaPubMed , Impatto dei tessuti nella formazione di ulcere cutanee

  • Quando si mette la persona seduta favorire l’allineamento posturale, la distribuzione del peso, il bilanciamento, la stabilità al fine di ridurre la pressione.

L’immobilità e l’inattività sono state associate alla comparsa di ulcere di maggiori dimensioni, ed i soggetti costretti a letto o sulla sedia, sono a più alto rischio di sviluppare lesioni da pressione.


Esercizi fisici, deambulazione, posizionamento accurato del paziente, rinforzo della muscolatura e incremento della mobilità costituiscono elementi fondamentali nella profilassi delle lesioni da pressione.

[ articolo ]


Il comfort è particolarmente importante per i pazienti con malattia terminale in cui la priorità è quella di massimizzare la qualità della vita.  

 

Altrettanto importante è la pressione efficace in ambito terapeutico, poiché tali pazienti sono ad alto rischio di piaghe da decubito in via di sviluppo a causa delle loro cattive condizioni generali (Bale e Regnard, 1995).