VENA PORTA

La vena porta fornisce all’incirca i 3/4 del flusso sanguigno al fegato.

 

La fusione della vena splenica con la mesenterica dorsalmente al collo del pancreas origina la vena porta.

 

Essa, in seguito, continua verso l’alto dietro la prima parte del duodeno a livello della seconda vertebra lombare.

 

Questa vena ha diametro variabile da 1 a 3 cm e lunghezza compresa fra 5 e 8 cm, prima di dividersi nel ramo destro e sinistro a livello della porta hepatis. In circa il 10% dei soggetti ci sono tre rami portali due dei quali si dirigono al fegato destro ed uno al sinistro.

 

Il terzo ramo rappresenta il suddividersi del ramo portale di destra nei suoi rami segmentali prima di addentrarsi nel parenchima.

 

Di norma la porta decorre all’interno del legamento epatoduodenale, posteriormente rispetto al coledoco e all’arteria epatica.

 

La vena porta presenta rare variazioni. Sebbene essa si divida in maniera netta nei suoi rami, non fornisce lo stesso apporto di sangue splancnico ad entrambi i lobi.

 

L’iniezione di fosforo radioattivo nella vena mesenterica ha dimostrato un flusso preferenziale verso destra sebbene una spleno-portografia abbia dimostrato entrambi i lobi in modo non selettivo.

Il tronco portale si suddivide nei suoi due rami a livello della scissura epatica trasversa.

 

Il ramo sinistro è più lungo e consiste di due diramazioni: la trasversa, che attraversa la base del VI segmento, e l’ombelicale che descrive una curva alla scissura ombelicale.

 

Due rami originano dall’ombelicale vicino al piano del legamento falciforme e si dirigono verso i segmenti II e III.

 

Diramazioni sia dell’ombelicale sia della trasversa vascolarizzano la parte mediale del lobo di sinistra (IV). Il ramo destro della porta si divide nei suoi rami anteriore e posteriore all’incirca al punto di ingresso nel parenchima epatico.

vena porta slidetube

La porta si suddivide in vene e venule che al termine giungono ai sinusoidi.

A livello di essi esiste un’importante intercomunicazione vascolare.

L’assenza di valvole a livello della vena porta ha numerose implicazioni di notevole importanza.

 

1. La pressione misurata in una tributaria equivale alla pressione portale; nella chirurgia dell’ipertensione portale ciò permette la misurazione in una vena omentale o una venula mesenterica con notevoli vantaggi chirurgici.

2. La bassa resistenza intraepatica della porta permette un flusso notevole nonostante la perdita di energia cinetica dissipata nella rete

capillare splancnica.

3. L’architettura raffinata del fegato accoglie adeguatamente le arterie

ad alta pressione e i vasi portali.