ANEMIA - LEZIONE EMATOLOGIA

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I sintomi ed i segni clinici dipendono dalla riduzione della concentrazione emoglobinica, dal meccanismo patogenetico che è alla base dell’anemia e dalla rapidità con cui essa si instaura.
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Anemia Microcitica
Condizioni in cui il numero dei GR o il contenuto di Hb diminuiscono a causa di perdita ematica, eritropoiesi insufficiente, emolisi eccessiva...
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L’anemia è definita dalla diminuzione del patrimonio emoglobinico totale dell’organismo; poiché l’emoglobina è contenuta nelle emazie, si ha anemia quando è diminuita la massa eritrocitaria.

 

In condizioni fisiologiche si ammette che la distribuzione delle emazie nell’organismo sia omogenea per cui la stima, nell’unità di volume di sangue periferico, della concentrazione di emoglobina (g/dl) e della quota del volume ematico occupato dagli eritrociti (valore ematocrito o Hct) dà valori ben correlati all’entità della massa eritrocitaria.

 

CLASSIFICAZIONE

La massa eritrocitaria normale nell’uomo corrisponde ad un volume di 30 ± 5 ml/kg, gli eritrociti hanno una vita media di circa 120 giorni, per cui si è calcolato che circa lo 0,8% della massa eritrocitaria deve essere sostituita giornalmente ad opera del midollo osseo.

 

La massa eritrocitaria (M) è proporzionale alla quantità di emoglobina

prodotta giornalmente (H° ) per la vita media dei globuli rossi in giorni (T); la formula è M = H° ×T; si ha anemia quando M è inferiore alla norma.

 

si possono avere inoltre anemie per: 

  • diminuita produzione di emoglobina:
  • da distruzione o alterazione funzionale delle cellule staminali, da cui insufficiente produzione di globuli rossi;
  • da distruzione dei precursori nel midollo con eritropoiesi inefficace;
  • da difettosa sintesi della globina o dell’eme.
  • Anemie per riduzione del tempo di sopravvivenza dei Gr
  • da perdita secondaria ad emorragie acute o croniche;
  • da distruzione ad opera di un meccanismo emolitico.

Fisiopatologia

Il globulo rosso, con il suo contenuto di emoglobina, è un anello essenziale nella catena di trasporto dell’ossigeno; questo dipende sia dall’integrità della molecola di emoglobina che dalla sua funzione, che può essere modificata dall’interazione con altri composti contenuti nell’emazia.

 

In questa modulazione della funzione emoglobinica è principalmente coinvolto il 2,3-difosfoglicerato (2,3-DPG), la cui concentrazione è regolata dall’attività glicolitica dell’emazia; esso stabilizza la conformazione deoxy dell’emoglobina e riduce l’affinità per l’ossigeno: 2,3-DPG ed ossigeno sono leganti competitivi per l’emoglobina.

 

In realtà l’effetto del 2,3-DPG è praticamente nullo alle alte pressioni parziali di ossigeno, così che non interferisce con l’assunzione di ossigeno da parte dell’emoglobina nei polmoni, mentre è significativo alle basse pressioni parziali di ossigeno, in modo che ne viene favorita la cessione ai tessuti.

 

Sintomatologia

Il sintomo più comune riferito dal paziente, che è il solo presente nella maggioranza dei casi, è l’astenia, soprattutto sotto sforzo.

 

In casi particolari possono sopravvenire disturbi da diminuita ossigenazione di vari distretti corporei (per lo più quando la loro irrorazione è già compromessa per lesioni aterosclerotiche) e si possono avere claudicatio intermittens, crampi notturni, vertigini, cefalea, episodi di sincope, dolore precordiale di tipo anginoso.

 

Il segno più tipico dell’ipossia tissutale è il pallore cutaneo e mucoso che va esplorato in determinate sedi quali il palmo della mano, il padiglione auricolare, la mucosa dell’interno delle labbra, la congiuntiva palpebrale; in presenza di anemia emolitica il pallore è accompagnato da subittero.

 

La cute può talora essere piuttosto succulenta per la tendenza all’edema ai malleoli e alle parti declivi, espressione di iniziale scompenso di circolo; i capelli sono opachi e fragili; nelle anemie croniche le unghie possono avere forma a vetrino di orologio; si nota uno stato di scarsa ripienezza dei grossi tronchi venosi superficiali.

 

L’esaltata funzione di compenso cardiorespiratorio ha come sintomi iniziali la dispnea da sforzo e le palpitazioni; l’esame obiettivo rileva polso molle e frequente, ipotensione arteriosa, tachicardia, soffi funzionali a livello cardiaco e dei grossi vasi del collo, secondari all’aumentata velocità di circolo e alla ridotta viscosità del sangue.

 

Con l’aggravarsi dell’anemia si arriva ad una situazione di scompenso di circolo ad alta gettata, con ortopnea e dispnea a riposo, cardiomegalia, edemi importanti, talvolta ascite.