MECCANISMO DELL'EMOLISI

L’immunoemolisi può verificarsi tanto con un meccanismo intravascolare, quanto con un meccanismo extravascolare.

 

L’emolisi intravascolare è possibile solo quando la sequenza complementare alla superficie delle emazie si svolge fino all’attivazione delle frazioni C8 e C9, questo può avvenire solo se la fissazione del complemento è adeguata e se il processo della sua attivazione  avviene a 37 °C.

 

In pratica questi due requisiti, per le ragioni precedentemente esposte, sono soddisfatti solo per gli anticorpi della classe IgG a concentrazione molto elevata nel plasma e per gli anticorpi della classe IgM diretti contro gli antigeni del sistema ABH, che, pur essendo definibili in senso lato anticorpi freddi, si legano significativamente alle emazie anche a 37 °C.

 

Nella maggior parte dei casi si verifica perciò una emolisi extravascolare. Questa dipende da un’accelerata distruzione negli organi emocateretici delle emazie ricoperte di immunoglobuline e/o frazioni del complemento.

 

Si è visto che gli anticorpi della classe IgG sono incompleti, ossia incapaci di agglutinare le emazie.

 

Essi possono tuttavia essere adesi con i loro siti leganti l’antigene alle emazie normalmente circolanti, esponendo perciò alla superficie di queste cellule quella regione della loro molecola che corrisponde al frammento Fc.

 

Quando le emazie così ricoperte attraversano gli organi emocateretici tendono ad essere trattenute e distrutte dai macrofagi, che sono dotati di una struttura di superficie complementare alla regione Fc delle IgG (cosiddetto recettore per Fc).

 

Questo processo avviene prevalentemente nella milza, dove i globuli rossi sono normalmente concentrati e, se ricoperti con IgG, beneficiano meno dell’azione competitiva che le IgG circolanti nel plasma possono esercitare per il recettore per il Fc dei macrofagi (azione che interferisce con l’emolisi e risulta protettiva).

 

L’attività distruttiva dei macrofagi, o eritrofagocitosi, può essere completa o solo parziale; in questo caso viene rimossa una porzione più o meno estesa della membrana delle emazie e ne risultano cellule frammentate, sferociti, poichilociti che vengono sequestrati quando passano attraverso la milza o il fegato.

 

Può anche capitare che i globuli rossi circolanti siano ricoperti da frazioni complementari.

 

Questo può dipendere dall’effetto di anticorpi della classe IgG sufficientemente concentrati da iniziare la fissazione del complemento, ma non tanto da provocare l’emolisi intravascolare (e in questo caso le emazie saranno ricoperte tanto da IgG che da frazioni complementari).

 

Può dipendere anche dall’azione di anticorpi freddi della classe IgM, che fissano il complemento nel microcircolo periferico di quelle regioni corporee (viso, mani) dove, per esposizioni ambientali, può essere raggiunta la temperatura adatta per la loro azione.

 

 

In questo caso, mobilizzandosi verso la circolazione generale e riportandosi a 37 °C, le emazie si liberano dal legame con questi anticorpi, ma rimangono ricoperte di frazioni del complemento che era stato fissato, ma non sufficientemente attivato (e in questo caso le emazie saranno ricoperte solo da frazioni complementari, e non da anticorpi).

 

Questo processo si differenzia da quello analogo che ha luogo per le emazie ricoperte da IgG per due caratteristiche.

 

In primo luogo, non esistendo C3b circolante nel plasma, manca l’azione competitiva per il recettore dei macrofagi e la distruzione delle emazie ha luogo anche al di fuori della milza e, in realtà, avviene largamente nel fegato ad opera delle cellule di Kupffer.