FARMACI   ANTICOAGULANTI

I derivati del warfarin (Coumadin) agiscono inibendo la sintesi dei fattori K dipendenti.

La somministrazione di warfarin provoca un allungamento del PT con solo un lieve aumento dell’aPTT riducendo il livello di protrombina (fattore II) e del fattore VII, IX e X. Il warfarin ha un emivita di circa 40 ore ed il trattamento di una complicanza emorragica in corso di terapia con warfarin deve prevedere l’utilizzo della vitamina K e del FFP.

 

L’eparina blocca l’attivazione del fattore X tramite il legame con l’antitrombina III e legandosi alla trombina inattivandola. In corso

di terapia con eparina risultano alterati sia il PT ma soprattutto l’aPTT.

 

Un bolo di eparina viene eliminato dalla circolazione in 6 ore circa; il metabolismo dipende però dalla funzionalità epatica, dalla temperatura corporea o da condizioni critiche come lo shock.

 

L’eparina ha una carica fortemente negativa e viene rapidamente neutralizzata dal solfato di protamina che è fortemente positivo (100 U di eparina vengono neutralizzati da 1 mg di solfato di protamina).

 

La dose di protamina somministrata deve pertanto essere equivalente all’eparina somministrata tenendo conto però dell’emivita dell’eparina stessa.

 

L’eparina può provocare piastrinopenia nel 5% circa dei pazienti; raramente può essere causa di una trombocitopenia grave con secondaria trombosi arteriosa.

In questa situazione la terapia eparinica deve essere interrotta immediatamente e sostituita con citrato.