vie del dolore

 

La trasmissione del dolore è effettuata attraverso vie nervose, che adesso andiamo a considerare.

Innanzitutto ci sono le fibre, che abbiam detto essere di due tipi: Aδ e C. Le prime sono mieliniche e sono responsabili di un dolore “rapido” e circoscritto; le seconde sono amieliniche e sono responsabili di un dolore “lento”.

 

Entrambe queste fibre fanno parte ovviamente di un nervo e, nel loro decorso centripeto, incontrano il ganglio della radice posteriore del nervo di appartenenza.

 

Consideriamo dunque le radici del nervo: quella anteriore e quella posteriore. Di queste, quella seguita dalle fibre del dolore è quella posteriore, ma c’è un contingente di fibre C che passa per la radice anteriore.

 

A livello del midollo spinale, le fibre si ramificano per 2-3 segmenti, prendendo il nome di fibre del Lissauer; il tutto avviene nel corno posteriore del midollo spinale. Le fibre Aδ si stratificano a livello della lamina II e della lamina V del midollo spinale; ricordiamo che queste fibre sono responsabili del dolore “rapido”.

 

Giunte a livello di questa lamina, esse si decussano e vanno così a costituire il fascio spinotalamico laterale (o neospinotalamico). Le fibre C, invece, si stratificano a livello delle lamine VI, VII e VIII, e si decussano solo in parte, entrando così nella costituzione del fascio spinotalamico e del fascio spino-reticolo-talamico mediale (o paleospinotalamico).

 

La sostanza grigia del midollo è suddivisa, secondo un criterio topografico e funzionale, in lamine. Per la terapia del dolore è importante ricordarne alcune.

 

Le lamine II, III e IV sono centri interneuronali di modulazione ed elaborazione dei segnali provenienti dai neuroni di primo ordine. I mediatori coinvolti non sono ancora stati tutti quanti identificati. Quelli certi sono la sostanza P (lamine I e II) e il VIP (lamina I), in fase di studio sono ATP e Glutamato.

 

Gli interneuroni della lamina II sono importanti per la modulazione del dolore. A livello delle lamine I, II (parte più esterna) e V vi sono neuroni nocicettivi specifici. La lamina I è collegata direttamente al talamo. La lamina II è collegata con alcuni neuroni al talamo, mentre è costituita per la maggior parte da interneuroni.

 

La lamina V è collegata al tronco encefalico e al talamo. Le lamine VII e VIII hanno una proiezione rostrale. La lamina X è collegata al tronco encefalico.

 

Andando avanti col discorso, vediamo dunque come il dolore “rapido” e il dolore “lento” hanno diverse vie di trasmissione, il dolore “rapido” difatti viaggia lungo il fascio spinotalamico laterale, raggiungendo così il talamo laterale (NVB) e la corteccia sensitiva (aree SM I e II), il talamo raggiunto è specifico.

 

Il dolore “lento” invece viaggia lungo il fascio spino-reticolo-talamico, e raggiunge la sostanza reticolare mesencefalica, il talamo mediale e la corteccia associativa frontale, il talamo raggiunto quindi non è specifico.