Radici antropologiche del rischio

segue da Risk Management

Una componente fondamentale per la valutazione etica è la volontarietà.


In ambito sanitario questo aspetto ha una particolare rilevanza: la responsabilità non può essere ridotta al rispetto formale di regole, procedure e sanzioni.


Nella lingua francese si distingue “faute” e “erreur”. Il primo si riferisce ad una condotta volutamente sbagliata. Il secondo si verifica in un contesto in cui si è agito diligentemente, ma le circostanza hanno determinato l’insorgenza di effetti avversi.


La terminologia francese differisce dai nostri “dolo” e “colpa”, introducendo un “erreur” che non è colposo.

Può esservi una volontarietà anche “in causa”: essa si riferisce ad atti in sé non volontari, ma derivanti da precedenti comportamenti di cui era prevedibile la conseguenza.


La rilevanza etica del comportamento umano varia a seconda che l’errore sia di tipo conoscitivo, applicativo o operativo.


L’errore conoscitivo è intrinsecamente connesso ai limiti del sapere umano. Nessun aspetto della scienza può essere considerato definitivo e le conoscenze, pur progredendo, restano sempre limitate.


L’errore conoscitivo è incolpevole se deriva da limiti nel patrimonio culturale disponibile, vi è invece una responsabilità se esso deriva da negligenza nel curare la propria personale formazione e nel mantenersi aggiornati.


L’errore applicativo deriva da conoscenze di per sé adeguate, ma la cui applicazione è ancora incerta. Come per l’errore conoscitivo, vi è responsabilità soltanto quando vi è una negligenza.


Nell’errore operativo, derivante da imperizia, imprudenza o negligenza, vi è una rilevanza morale.


Vi è poi un’ulteriore categoria, che non si vuole qui approfondire, ma che, sotto il profilo dell’etica, è particolarmente significativa. Essa comprende tutti gli atti scelti per deliberata disonestà.