Prevenzione e controllo del rischio

Metodi e strumenti

Diversi sono i metodi e gli strumenti per l’analisi dell’errore e la gestione del rischio che sono stati sviluppati nel corso degli ultimi decenni a livello internazionale, soprattutto nei paesi anglosassoni, ed introdotti anche in molte realtà sanitarie italiane.


La finalità dei metodi di analisi è di individuare le insufficienze nel sistema che possono contribuire allo scatenarsi di un evento avverso e di individuare e progettare le idonee barriere protettive.

Nonostante l’obiettivo finale sia comune, essi possono seguire fondamentalmente due diversi approcci che non si escludono a vicenda:


A) Approccio proattivo: l’analisi parte dalla revisione dei processi e delle procedure esistenti, identificando, nelle diverse fasi, i punti di criticità. Questo approccio può essere utilizzato anche nella ideazione e progettazione di nuove procedure, di processi e di tecnologie per realizzare barriere protettive che impediscano l’errore umano/attivo;


B) Approccio reattivo: l’analisi parte da un evento avverso e ricostruisce a ritroso la sequenza di avvenimenti con lo scopo di identificare i fattori che hanno causato o che hanno contribuito al verificarsi dell’ evento.

Sistemi di segnalazione (reporting)

Un sistema di reporting efficace costituisce una componente essenziale di un programma per la sicurezza del paziente. È una modalità strutturata per la raccolta di informazioni relative al verificarsi di eventi avversi e/o di quasi eventi.


Lo scopo è di disporre di informazioni sulla natura degli eventi e sulle relative cause per poter apprendere ed intervenire con le appropriate misure preventive e, più in generale, per diffondere le conoscenze e favorire la ricerca specifica nelle aree a maggior criticità.


Per quanto riguarda i contenuti, il sistema può essere:


- aperto, ovvero, raccogliere qualunque tipo di dato relativo ad eventi avversi o quasi eventi, riferiti a tutte la gamma delle prestazioni.

- predefinito, ovvero, raccogliere dati relativi ad una lista definita di eventi (ad esempio, eventi sentinella) o ad una area specifica (ad esempio, farmaci).


Un sistema di reporting deve permettere l’identificazione di nuovi e non sospettati rischi, ad esempio complicazioni mai riconosciute associate all’uso di farmaci o di nuovi presidi e pertanto alla raccolta deve sempre seguire l’analisi dei dati.


I sistemi di segnalazione si dividono in due categorie:

- sistemi “learning” di apprendimento

- sistemi “accountability” di responsabilizzazione


La maggior parte dei sistemi di segnalazione sviluppati si collocano in una delle due categorie, ma gli obiettivi dei due sistemi non sono fra loro incompatibili, tuttavia da questa scelta deriva l’obbligatorietà o la volontarietà del sistema.


I sistemi “learning”

Sono sistemi di solito volontari, disegnati per garantire un continuo miglioramento della qualità delle cure; le raccomandazioni elaborate, dopo accurate analisi, sono utili per ridisegnare e migliorare i processi sanitari.


Il sistema più noto è quello australiano, in cui 200 organizzazioni sanitarie inviano i dati all’AIMS (Australian Incident Medical System), relativamente a:

  • tipologia dell’incidente
  • fattori contribuenti
  • esiti
  • azioni intraprese
  • conseguenze delle azioni

Tali sistemi di segnalazione si basano sul principio della responsabilità, sono obbligatori e spesso si limitano ad una lista di eventi predefinita, ad esempio gli eventi sentinella.


La maggioranza dei sistemi “accountability” utilizzano meccanismi disincentivanti quali citazioni, multe, sanzioni. L’efficacia di questi sistemi dipende dalla capacità di indurre le organizzazioni a segnalare ed intervenire con le misure conseguenti.


Questi sistemi possono anche essere considerati come sistemi “learning” se le informazioni ricevute vengono analizzate con trasparenza e le azioni intraprese diffuse a tutti gli operatori.