ASCITE

Per ascite si intende la presenza di liquido nella cavità addominale: questa non è una cavità virtuale (come quella pleurica o quella pericardica) e anche normalmente contiene piccole quantità di liquido, tuttavia convenzionalmente si parla di ascite quando la quantità di liquido presente è piuttosto cospicua (nelle forme più gravi si possono raccogliere anche 10-20 litri).

ipertensione portale

Patogenesi. L’ipertensione portale dovrebbe, in teoria, già di per sé poter provocare la comparsa di ascite, in quanto nel circolo portale aumenta in questo caso la pressione a livello del versante venoso del distretto capillare: tale aumento di pressione determina la trasudazione di fluido negli spazi interstiziali e quindi anche nella cavità peritoneale secondo quello che è il meccanismo fondamentale della formazione degli edemi.

 

La pressione oncotica è correlata soprattutto alla concentrazione dell’albumina e tende facilmente a diminuire nelle epatopatie, in quanto la maggior parte delle proteine plasmatiche, in particolare l’albumina, vengono sintetizzate nel fegato: questo fatto, perciò, concorre a rendere più rilevante la formazione del versamento nella cavità addominale.

 

PARACENTESI

D’altra parte, in ogni caso di ascite obiettivamente dimostrabile è indicata l’esecuzione di una manovra strumentale, chiamata paracentesi (in genere esplorativa, ma talvolta, entro certi limiti, anche evacuativa), la quale ha lo scopo di permettere di conoscere la natura del liquido addominale.

 

La paracentesi si esegue a paziente supino leggermente ruotato sul fianco sinistro dopo aver fatto svuotare la vescica; il punto di elezione è nel quadrante inferiore sinistro, tra il III medio ed il III esterno di una linea che congiunge l’ombelico e la spina iliaca anteriore-superiore di sinistra (non nel quadrante inferiore destro, in quanto il cieco ha un meso più breve di quello del sigma e, quindi, sfugge meno facilmente di fronte alla punta dell’ago che penetra all’interno dell’addome, aumentando il rischio di perforazione intestinale).

Fonte : Rugarli - Medicina Interna