CARENZA DI ACIDO FOLICO

  • L’insufficiente apporto dietetico si verifica per esempio nelle persone anziane, negli alcolisti, nelle persone che assumono una dieta quasi priva di frutta e verdure fresche.

 

  • Il malassorbimento è una causa molto frequente e ritroviamo qui alcune delle malattie già citate per il malassorbimento di vitamina B12 (la sprue tropicale, la malattia celiaca) e in genere le malattie appartenenti al vasto capitolo della patologia dell’intestino tenue, comprendenti deficit di secrezioni esocrine e malattie primitive della parete intestinale. Alcuni farmaci anticonvulsivanti (difenilidantoina, primidone e barbiturati) ostacolano l’assorbimento dei poliglutammati per inibizione della coniugasi intestinale.

 

  • L’aumentato fabbisogno ha luogo in tutte le condizioni in cui nell’organismo vi è una rapida proliferazione cellulare; ciò può aversi in condizioni fisiologiche in gravidanza, perché l’acido folico è necessario per la sintesi del DNA dell’embrione e del feto; durante l’allattamento; nei bambini prematuri. In condizioni patologiche un aumentato fabbisogno si ha nelle neoplasie caratterizzate da rapido accrescimento cellulare; il prototipo è rappresentato dalle leucemie. Nelle anemie emolitiche, in cui la notevole riduzione del ciclo vitale degli eritrociti che vanno incontro a rapida distruzione determina il reclutamento di cellule di riserva dal midollo che aumenta di 3-4 volte la sua attività eritropoietica, si ha esaltata attività sintetica di DNA e quindi maggior fabbisogno di folati.

 

  • L’inadeguata utilizzazione è tipica nel deficit di vitamina B12 che, come si è visto, serve ad estrarre il folato dalla trappola del metilfolato; un elevatissimo apporto di acido folico potrebbe prescindere dalla presenza di vitamina B12, la quale resta però sempre il fattore essenziale in caso di apporto fisiologico di folati.

 

  • Una ridotta utilizzazione si ha anche in corso di terapia con farmaci antifolici, somministrati intenzionalmente come chemioterapici (metotrexate), che inibiscono la diidrofolico-reduttasi, enzima che converte il diidrofolato in tetraidrofolato. Azione analoga possiedono altri farmaci (per es., pirimetamina, trimetoprim) come effetto collaterale indesiderato.