INSUFFICIENZA EPATICA

L’insufficienza epatica è una condizione caratterizzata da una compromissione globale della funzionalità epatocitaria, che si instaura nel corso delle più svariate epatopatie quando il danno presente nel fegato raggiunge livelli elevati.

 

Il termine di insufficienza epatica viene spesso impiegato in maniera impropria in quanto viene riferito anche a situazioni in cui si riscontra soltanto l’alterazione di alcune prove di funzionalità epatica in assenza di una compromissione funzionale importante di questo organo (questa condizione corrisponde alla cosiddetta “piccola” insufficienza epatica che attualmente non trova più posto nella classificazione nosografica delle malattie epatiche).

 

Le manifestazioni possono essere di genere diverso e vengono distinte in:

  • generali;
  • cutanee;
  • endocrine;
  • ematologiche;
  • cardiovascolari;
  • neurologiche;
  • renali.

MANIFESTAZIONI GENERALI


Le manifestazioni di carattere generale riguardano le ripercussioni nell’organismo delle alterazioni metaboliche correlate alla compromissione della funzionalità epatica.

 

A. Metabolismo glucidico. Il fegato ha un ruolo molto importante nella regolazione del metabolismoglucidico; infatti questo organo opera la sintesi del glicogeno, che rappresenta il polisaccaride di riserva dei carboidrati e che permette la rapida immissione in circolo

del glucosio in rapporto alle necessità metaboliche dell’organismo attraverso il processo della glicogenolisi.

 

Non solo, in questa sede avviene la sintesi di Insulinlike growth factor 1 e 2 (IGF 1 e IGF 2) che svolgono attività ipoglicemizzante (la quale si riduce in presenza di insufficienza epatica) e, ancora, diminuisce, in caso di epatopatia significativa, il catabolismo dell’ormone della crescita (growth hormone o GH) che abitualmente antagonizza l’azione dell’insulina a livello postrecettoriale, per cui tende ad instaurarsi iperglicemia che, a sua volta, stimola l’attività delle cellule delle insule pancreatiche (analogamente è alterato il catabolismo della somatostatina che fisiologicamente ha effetto ipoglicemizzante).

 

B. Metabolismo proteico. L’alterazione fondamentale riguardo il metabolismo proteico è un difetto delle funzioni sintetiche delle proteine del plasma e soprattutto dell’albumina; ne consegue il riscontro all’elettroforesi di ipoalbuminemia con conseguente riduzione della pressione oncotica e quindi tendenza allo sviluppo di edemi (l’emivita dell’albumina è di 25 giorni e perciò devono trascorrere almeno 3-4 settimane prima che i livelli plasmatici di questa proteina si abbassino in misura rilevante tanto da risultare apprezzabili).

 

C. Metabolismo lipidico. Il fegato svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo dei grassi nell’organismo, come dimostra la particolare frequenza della steatosi epatica (o fegato grasso), di cui si parla in un altro capitolo.

 

Inoltre il fegato è l’organo deputato alla sintesi degli acidi biliari e quindi, in caso di insufficienza epatica, si può verificare una diminuzione della formazione di queste sostanze e, di conseguenza, anche dei sali biliari e della loro escrezione nell’intestino: questo comporta un deficit dell’assorbimento dei grassi e di tutte le vitamine liposolubili (A, D, E, K), evenienza non rara in corso di malattie epatiche soprattutto di natura cronica.

 

D. Metabolismo dei farmaci. Molti farmaci vengono metabolizzati nel fegato dove vengono sottoposti a processi di coniugazione con sostanze diverse e quindi eliminati nelle vie biliari; pertanto, in presenza di insufficienza epatica di grado cospicuo, il metabolismo di questi composti avviene soltanto in forma parziale e possono instaurarsi più facilmente fenomeni di natura tossica dovuti ad iperaccumulo del farmaco stesso o di qualche metabolita intermedio.