SINDROME DELLA VENA CAVA SUPERIORE

La sindrome da occlusione della vena cava superiore (VCS) è caratterizzata dalla presenza di un edema diffuso al volto, al collo ed agli arti superiori e di una concomitante cianosi cutanea; tipici sono altresì il turgore delle vene collaterali superficiali del collo e della parete toracica, la cefalea e la dilatazione delle vene congiuntivali.

 

Il quadro clinico è solitamente completato dall’ortopnea e da una costante sensazione di morte imminente.

 

Nella maggior parte dei casi la sindrome della VCS è secondaria alla presenza di un espanso mediastinico, in genere rappresentato da un tumore benigno. Seguono, in ordine di frequenza, la occlusione trombotica secondaria iatrogena del vaso imputabile all’uso sempre più frequente di cateteri venosi centrali e quella determinata dalla presenza di una stenosi intrinseca.

 

Cause benigne meno frequenti sono la mediastinite idiopatica sclerosante, la fibrosi postattinica, l’istoplasmosi ed altre infezioni fungine, la sindrome di Behçet e compressioni estrinseche di natura diversa.

 

La terapia della sindrome della VCS determinata dalla presenza di cateteri venosi prevede la rimozione del catetere causa della trombosi, la sostituzione di questo con un altro catetere idoneo ad eseguire la trombolisi locoregionale selettiva e la risoluzione di eventuali stenosi venose concomitanti con angioplastica ed eventuale posizionamento di uno stent.