SPALLA

BENDAGGIO PER CLAVICOLA

 

 

 

Scopo

-Immobilizzazione clavicola, indicato per fratture.

-Mantenimento postura corretta ( allineamento monconi ossei ).

 

Tecnica

  • Fare assumere al paziente la posizione eretta, mani sui fianchi , busto in fuori.
  • Montare il bendaggio agendo sulle apposite cinghie posteriori fino a quando non si raggiunge una adeguata tensione ( per verificarlo è sufficiente mettere un dito sotto al bendaggio sulla clavicola sana ,con le braccia tenute lungo i fianchi ) infine fissare le cinghie con cerotto.

Gestione

  • Controllo quotidiano adeguato tensionamento ( vedi tecnica ).
  • Prevenzione delle complicanze vasculo-nervose = in caso di parestesie o edema degli arti superiore, far assumere al paz. una posizione di detensione del bendaggio, cioè la posizione assunta durante il primo posizionamento, fino quando il quadro non migliora.

E possibile anche far distendere il pz facendogli mettere gli arti all’indietro

ottenendo così una momentanea detensione.

  • Prevenzione complicanze da decubito ( pomata all’ossido di zinco nelle zone di maggior frizione pelle-bendaggio ).

 

BENDAGGIO DI SPALLA  (A STRISCIA, A MANICA , DESAULT )

Scopo

  • Immobilizzare la spalla in ogni suo movimento ( abduzione, intra-extra rotazione, elevazione ), indicato per infiammazioni, traumatismi, lussazioni scapolo-omerali, fratture della testa dell’omero, artroscopie ( al bisogno con cuscino di abduzione ).
  • Sostegno del braccio che grava sulla spalla.
  • Se indicato, la terapia oltre che medica e/o fisica e fisiatrica, puo essere infiltrativa con corticosteroidi.

BENDAGGIO A STRISCIA

Tecnica

-Fissaggio con la fascia ad 1 velcro della mano sullo stomaco,( gomito a 90°).

-Passaggio sulla clavicola controlaterale.

-Passaggio dietro la schiena in senso obliquo proseguendo sotto l’ascella interessata.

-Giro intorno al torace e di nuovo sotto l’ascella interessata.

- Infine compiere un giro intorno al braccio bloccando il velcro sulla schiena.

BENDAGGIO A MANICA

Tecnica

-Introdurre delicatamente la manica sull’arto interessato.

-Fare assumere al braccio la corretta postura ( gomito 90° ).

-Far passare la fascia superiore lungo la clavicola contro laterale a fissare il polso.

-La fascia inferiore cingera’ il tronco in senso circolare passando sotto all’ascella interessata da dietro.

-Infine compiere un giro circolare attorno al braccio fissare con il velcro sulla

schiena.

BENDAGGIO DESAULT

Tecnica

-Si posiziona delicatamente sul tronco e braccio una maglia tubolare di cotone di misura opportuna a protezione da sudorazione e prurito.

-Dopo aver posizionato l’arto col gomito a 90°, ed eventualmente un cuscino di abduzione sotto l’ascella, si comincia a svolgere i rotoli di cotone di germania fino a creare uno strato di 1-2 cm di spessore, partendo dal gomito verso la spalla omolaterale, girando attorno alla schiena ed al busto con diverse inclinazioni fino a ricoprirlo uniformemente, imbottendone accuratamente i bordi.

-Si ripete la tecnica prima con benda elastica o con rotoli di garza, poi rinforzando con cerotto inestensibile per rinforzare il bendaggio, fino alla sua stabilizzazione.

  • Gestione

-Verifica confort.

-Prevenzione delle complicanze ( malposizionamento bendaggio, disturbi vasculonervosi ).

-Controllo punti critici ( tensione su braccio e polso ).

-Prono-supinazione polso libera ( salvo controindicazioni ).

 

-Informare il paziente.

FASE CHIRURGICA DELL'INFERMIERE

In questa fase l’infermiere che collabora con l’anestesista si occupa dell’accoglienza del pz in Sala Operatoria, della sua messa in sicurezza tramite monitoraggi e via venosa, della tecnica anestetica ( A. generale, blocchi periferici, ecc ), controlla ed aiuta a mantenere lo stato di salute generale per la durata dell’intervento e l’eventuale risveglio.

 

L’infermiere ferrista prepara tutta la strumentazione occorrente in base al tipo di intervento ed alle richieste specifiche del chirurgo, collabora con esso alla stesura del campo ed allo svolgimento delle varie fasi dello stesso fino alla medicazione finale, ripristina per la decontaminazione e la sterilizzazione lo strumentario.

 

L’I.P. di sala prepara la disposizione delle attrezzature, il letto operatorio con relativi accessori, posiziona il pz, collabora con tutte le altre figure presenti in sala e non, applica e modella gessi, tutori ed immobilizzazioni.

 

Per le protesi articolari di spalla e le fratture di omero prossimale ridotte con placche e viti si utilizza il letto ‘invertito con schienale’ ( sostituendo i reggi gamba con uno schienale che ha due settori estraibili dietro le spalle ) e la posizione semiseduta del pz ( beach chair ), piegando la sezione prossimale di circa 70° ed utilizzando dei cuscini sotto le gambe per flettere le anche, e due cinghie per stabilizzarlo.

 

Per le instabilità di spalla, lesioni tendinee e/o della cuffia dei rotatori trattate in artroscopia, si utilizza il letto ‘T-MAX’ sempre con la posizione semiseduta, che permette un maggior grado di libertà di movimento al chirurgo, lasciando un emitorace ed il collo del pz non appoggiati.

 

Nella fase post-chirurgica, più frequentemente in ambulatorio, oltre alla rimozione di un eventuale drenaggio e le medicazioni periodiche, può esser necessario sostituire gli eventuali tutori con altri appositi o rimuoverli, oppure confezionarli, sempre su indicazione medica.