DIFTERITE - Segni e sintomi

Eziologia: Corynebacterium diphtheriae.

Bacillo G+, acapsulato, asporigeno, immobile, aerobio-anaerobio facoltativo.

Produce la tossina difterica, principale fattore di virulenza che inibisce elongazione delle proteine a livello dei ribosomi. Composta da fattore A che blocca la sintesi proteica e fattore B che favorisce la diffusione della tossina e la penetrazione all’interno delle cellule.

 

Epidemiologia:

  • Pressoché ubiquitaria
  • Particolarmente diffusa nei paesi in via di sviluppo, dove la vaccinazione è meno diffusa.
  • La trasmissione avviene venendo in contatto con le secrezioni respiratorie o con l’essudato delle lesioni cutanee.

Patogenesi:

  • Germe rimane localizzato nel punto di ingresso, in quanto dotato di scarsa invasività.(Nasofaringe, tonsille, palato molle)
  • Esotossina, è responsabile dei danni locali e generali.
  • Localmente: Induce formazione di un coagulo denso e necrotico costituito da fibrina, leucociti, eritrociti, cellule epiteliali, con formazione di una “pseudomembrana fibrinosa”
  • In seguito a disseminazione per via ematica, la tossina provoca lesioni a livello di vari distretti come cuore (miocardite), tessuto nervoso (demieilinizzazione) e rene (Necrosi tubulare).

ANATOMIA PATOLOGICA

  • Lesioni locali rappresentate da pseudo membrana di fibrina a maglie fitte che accoglie leucociti, emazia, bacilli difterici e cellule epiteliali necrotiche.
  • Pseudo membrana aderisce alla sottomucosa (particolarmente alla livello della faringe).
  • Cellule: miocardio, rene, fegato, surrene possono andare incontro a degenerazione torbida a causa dell’azione della tossina, spesso accompagnate da microemorragie.
  • Apparato respiratorio può essere invaso da membrane difteriche (fino a portare a broncopolmonite emorragica).
  • Alterazioni degenerative a carico dei muscoli e del SN.

Sintomatologia:

  • Incubazione breve 2-5gg.
  • Interessamento può essere rinofaringeo (rinorrea), cutaneo, laringeo-tracheale (può portare a ostruzione delle alte vie respiratorie)
  • Interessamento faringeo, da più frequentemente complicazioni a distanza per la più rapida disseminazione della tossina.

Diagnosi:

  • Esame batterioscopico e isolamento colturale.
  • PCR per ricerca del gene produttore della tossina.

Terapia:

  • Somministrazione precoce di siero antitossina concomitante a somministrazione di penicillina o eritromicina.
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La trasmissione avviene venendo in contatto con le secrezioni
respiratorie o con l’essudato delle lesioni cutanee
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