FEBBRE - Lezione

La febbre è una forma particolare di ipertermia che si distingue per il suo particolare meccanismo patogenetico che consiste in una alterazione funzionale reversibile dei neuroni dei centri termoregolatori ipotalamici causata da diverse citochine, sintetizzate e rilasciate in eccesso da numerose cellule dell'organismo.

 

IL DECORSO DELLA FEBBRE

  • Fase di rialzo termico o prodromica, è caratterizzata dalla sensazione soggettiva di freddo, dall'eventuale comparsa del brivido, e dal pallore cutaneo che consegue alla vasocostrizione che comporta riduzione della termodispersione.
  • Fase del fastigio, è il periodo durante il quale la termoregolazione si aggiusta ad un livello più alto e la temperatura resta abbastanza costante. Come conseguenza compare la sensazione di caldo, (presenza di citochine pirogeniche). Durante la fase di fastigio la temperatura è sempre superiore a 37C°.
  • Fase della defervescenza, in particolare la caduta della febbre che può avvenire gradualmente (pre crisi) o bruscamente (per lisi), durante la defervescenza si riduce la produzione di PGE.

TIPI DI FEBBRE

Nei pazienti affetti da malattie infettive l'andamento della febbre fornisce al medico fondati sospetti per l'individuazione degli agenti eziologici.

 

Febbre continua; è caratterizzata da un rialzo termico al di sopra dei 37C° che si mantiene costante durante il periodo del fastigio in quanto le oscillazioni giornaliere della temperatura corporea sono sempre inferiori ad un grado centigrado, senza mai raggiungere la defervescenza.

 

Febbre remittente; il rialzo termico durante il fastigio subisce oscillazioni giornaliere superiori ad un grado centigrado senza raggiungere la defervescenza. E' frequente nelle setticemie.

 

Febbre continua-remittente; durante il periodo del fastigio le oscillazioni della temperatura possono essere inferiori o superiori ad un grado centigrado, senza che mai si raggiunga la defervescenza.

 

Febbre intermittente; periodo di ipertermia si alternano regolarmente o irregolarmente con periodi di APIRESIA (assenza di febbre) per esempio le febbri terzane e quartane provocate dalla malaria.

 

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Alterazioni metaboliche nella febbre

Nel corso dela febbre aumentano nell'organismo tutti i processi ossidativi. Dapprima vengono bruciati i carboidrati, con conseguente riduzione delle riserve e comparsa di iperglicemia.

 

Se il decorso febbrile è di lunga durata vengono mobilizzati gli acidigrassi dei depositi, per cui può manifestarsi chetonemia e chetonuria che producono acidosi.

 

Per quanto riguarda il metabolismo idrosalino, si ha oliguria (riduzione della quantità giornaliera di urina), causata dalla maggiore evaporazione di acqua con il sudore e con la respirazione, ritenzione di cloruri ed eccessiva eliminazione di potassio e di fosfati.


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Febbre e nutropenia
NEUTROPENIA FEBBRILE:Approccio diagnostico
Patogenesi delle infezioni nel paziente leucemico sottoposto a chemioterapia..
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Interferenza della febbre nei principali organi:

 

L'apparato cardio-circolatorio è notevolmente influenzato durante il decorso febbrile, si ha costantemente tachicardia.

 

Stimolazione dell'apparato respiratorio con aumento della frequenza degli atti respiratori (polipnea).

 

L'apparato digerente è coinvolto con episodi di anoressia (mancanza di appetito) che possono associarsi a nausea e vomito.

 

Infine alterazioni del sistema nervoso come per esempio il DELIRIO.