OSTRUZIONE DUODENALE

L’ostruzione duodenale si sviluppa durante le prime fasi della vita intrauterina,probabilmente come conseguenza della mancata rivacuolizzazione del duodeno dal suo stato di cordone solido.

 

Gray e Skandalakisstoricamente classificano le lesioni duodenali in tre tipi: il tipo I è costituito dalla presenza di una membrana mucosa con parete  muscolare integra (più comune), il tipo II è caratterizzato da una corta banderella fibrosa, che connette le due estremità atresiche duodenali, ed il tipo III (meno comune) si caratterizza per la presenza di una separazione completa delle due estremità atresiche.

 

In qualche caso una membrana mucosa intrinseca ostruente può determinare la formazione di una deformità ad imbuto.

 

L’ostruzione può essere completa (atresia) o incompleta (stenosi); nell’85% dei casi l’ostruzione si localizza subito a valle dell’ampolla di Vater e determina la comparsa di vomito biliare.

 

Tuttavia, nel 15% dei casi l’ostruzione si localizza prossimalmente all’ampolla e quindi il neonato vomita materiale chiaro.

 

Nel 33-50% dei casi viene notata la presenza di polidramnios materno

 

e l’anomalia può essere spesso diagnosticata con una ecografia prenatale.

 

I neonati con ostruzione duodenale sono spesso prematuri (40-50%), nel 33% dei casi presentano sindrome di Down, e nel 50- 75% dei casi hanno anomalie associate, che includono difetti cardiaci, renali ed altre malformazioni gastrointestinali (atresia esofagea, fistola tracheoesofagea ed ano imperforato).

 

Solitamente alla nascita il neonato non tollera i tentativi di alimentazione. Una radiografia dell’addome in bianco può evidenziare il classico segno della doppia bolla (stomaco e duodeno prossimale pieni d’aria) delle atresie o stenosi duodenali.

 

Se vi è un’atresia, non c’è aria a valle del duodeno mentre, se è presente una stenosi, può esserci dell’aria al di là del duodeno. Nel caso si tratti di un’ostruzione completa lo studio contrastografico non è essenziale per confermare la diagnosi.

 

Si inizia posizionando un sondino orogastrico per decomprimere lo stomaco e per evitare l’aspirazione; le alterazioni idroelettrolitiche sono quindi corrette, reintegrando ogni perdita dovuta al vomito precoce ed alla disidratazione, ed infine vengono somministrati antibiotici (ampicillina 100 mg/kg/die e gentamicina 5-7 mg/kg/die), soprattutto se il neonato ha qualche difetto cardiaco.

 

Durante la preparazione preoperatoria è opportuno il controllo ecografico cardiaco e renale data l’elevata incidenza di anomalie associate a carico di suddetti organi.

Quando il neonato è stabilizzato (solitamente entro 24-48 ore), si passa alla laparotomia in anestesia generale con intubazione orotracheale, operando un’incisione sovraombelicale trasversale, nel quadrante superiore destro.

 

L’intervento di scelta è una duodeno-duodenostomia che bypassi l’ostruzione. Questa operazione può essere eseguita sia con il confezionamento di un’anastomosi latero-laterale che con un’anastomosi latero-terminale (a forma di diamante).


doppia bolla

La radiografia in bianco dell’addome mostra il segno della “doppia bolla” indicativo di ostruzione duodenale. L’aria delinea lo stomaco e la prima porzione del duodeno.

 

(Da Rescorlia FJ, Grosfeld JL: Intestinal atresia and stenosis: Analysis of survival in 120 cases. Surgery 98:668, 1985).

Fonte : Trattato Chirurgia Sabiston