IMMOBILIZZAZIONE E TRASPORTO IN EMERGENZA DELLA PERSONA CON TRAUMA VERTEBRO MIDOLLARE- TVM

AUTORI: Campitelli Stefania*, Caporali Tonino**, Perini Carla***, Rovere Marcello****

 

* Ospedale Sandro Pertini di Roma

** Policlinico militare Celio di Roma.

***Università cattolica del Sacro Cuore “A. Gemelli” di Roma.

**** Azienda San Camillo-Forlanini di Roma.

Fonte: Estratto dal PDF pubblico IPASVI ROMA

Traumi vertebro midollari (TVM)

 

La colonna vertebrale risulta costituita fondamentalmente da:

  • Corpi vertebrali (collegati fra loro dai dischi e dai legamenti)
  • Midollo spinale e radici nervose (contenuti nel canale spinale)
  • Sistema circolatorio dei vasi che afferiscono al midollo e radici.

I traumi che la interessano quindi, in particolare lussazioni o fratture, possono coinvolgere una o tutte queste strutture, secondo dinamiche differenti di seguito elencate in modo schematico:

  • Lesione per flessione: la flessione forzata del rachide, frutto di una distrazione longitudinale posteriore e di una conseguente compressione anteriore del corpo vertebrale, comporta la cuneizzazione del corpo per schiacciamento della porzione anteriore della vertebra. E’ più frequentemente interessato il tratto D/L, rara la componente mielica.
  • Lesione per flessione-rotazione: nel tratto cervicale provoca lussazione, mono o bilaterale, molto instabile; nel tratto D/L, lussazione di una faccetta articolare e frattura di una o entrambe le faccette. Il deficit neurologico che ne deriva è generalmente molto grave.
  • Lesione da compressione: l’applicazione violenta di un carico assiale causa lo scoppio del corpo vertebrale con frantumazione del tessuto spongioso e compenetrazione del disco nella vertebra. Il corpo appiattito o i frammenti ossei causano la compressione acuta del midollo con conseguente danno neurologico.
  • Lesione da estensione: l’estensione forzata del rachide provoca il distacco di un frammento del corpo vertebrale. E’ caratteristica del rachide cervicale e causa di lesioni neurologiche.
  • Lesione da trauma diretto perpendicolare al rachide: la forza traumatica che agisce direttamente sul rachide, soprattutto nel tratto dorsale (es. cinture di sicurezza), disloca in avanti la vertebra con conseguente frattura dei peduncoli o delle faccette articolari. Spesso tale lesione è molto instabile e provoca lesioni neurologiche.

In generale le vertebre più frequentemente coinvolte nella lesione del midollo spinale sono la V, VI e VII cervicale, la XII dorsale e la I lombaretali vertebre sono le più vulnerabili perchè maggiormente mobili.

 

Indipendentemente dalla presenza di segni neurologici è doveroso sospettare un TVM:

  • In ogni traumatizzato privo di coscienza.
  • Nel traumatizzato per il quale la valutazione di un eventuale TVM è difficile a causa dell’assunzione di alcool o sostanze psicoattive (stupefacenti, farmaci).
  • Nel traumatizzato che riferisca dolore alla testa, al collo, al dorso.
  • Nel traumatizzato con evidenti segni neurologici (paralisi, ipostenia, parestesia).
  • In presenza di vittime bloccate in un mezzo.
  • Nel traumatizzato con lesioni della faccia, della testa o comunque al di sopra del piano clavicolare.